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Di prostata, incontinenza e pannoloni.

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Con l'aumentare delle patologie legate alla prostata, cresce la domanda di pannoloni per incontinenza leggera. Fondamentale rispondere all’esigenza di una percentuale sempre maggiore di uomini. 

Tra le macro-cause a cui è imputabile l'incontinenza urinaria maschile, la guida della FINCOPP – Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni Pavimento Pelvico menziona il malfunzionamento di vescica, uretra o di entrambi questi organi. La prostata, che si trova sotto la vescica e circonda l’uretra, può potenzialmente essere individuata come causa “ogni volta che insorgano disturbi o alterazioni nella minzione”*. Un esempio su tutti: gli interventi chirurgici sulla prostata possono facilmente alterare il meccanismo sfinterico che - deputato a mantenere chiusa l’uretra - perde la capacità di tenuta.

 

La questione quindi è questa: se le patologie legate alla prostata sono, come dimostrato dai dati, in costante aumento, cresce parallelamente il numero di italiani (uomini naturalmente) che convivono con forme leggere di incontinenza. Solo il tumore conta in Italia ormai 35.000 casi ogni anno**. A livello Europa, i pazienti diagnosticati sono attualmente tre milioni.

 


Leggendo queste cifre da un'altra prospettiva, si evince che è in costante aumento anche la domanda di pannoloni per incontinenza leggera. Risulta allora quanto mai fondamentale che il mercato si dimostri in grado di rispondere opportunamente alla richiesta. Anche perché pià che di richiesta si dovrebbe parlare di un'esigenza della società conseguente a quello che è ormai un fenomeno sociale a tutti gli effetti, se si considera l’alto tasso di diffusione di patologie legate alla prostata.



Il cancro alla prostata è per esempio tra le forme tumorali maschili più frequenti:

  1. copre più del 20% dei tumori diagnosticati agli over 50 (senza considerare i carcinomi della cute);
  2. corrisponde all’11% se parliamo di tumori in assoluto più frequenti, con 36.000 nuovi casi ogni anno**.


Alti anche i numeri di ipertrofia benigna della prostata e prostatiti. I dati dicono, inoltre, che a essere colpiti da iperplasia prostatica benigna (IPB) sono addirittura:

  1. circa il 50% degli uomini over 60;
  2. quasi il 100% degli over 80.*

 

Infine, ricordando quanto i sintomi dell’incontinenza possano incidere negativamente sulla qualità della vita se mal gestiti, è interessante citare le parole di Giuseppe Procopio (responsabile Oncologia medica genito-urinaria della Fondazione IRCCS-Istituto Nazionale dei Tumori) che mette in evidenza l'importanza di preservare la qualità della vita di queste persone: «Qualità di vita significa disporre di un farmaco valido e ben tollerato anche nell’anziano fragile, che preservi la sua vita di relazione». E, possiamo aggiungere che significa anche non essere obbligati a rinunciare non solo al benessere fisico ma parimenti a quello psicologico e sociale. Proprio in questo contesto si inserisce la capacità e prontezza del mercato di mettere a disposizione i più adeguati ausili di contenimento necessari ad affrontare le patologie collaterali ai problemi della prostata, studiati appositamente per questo bisogno.

*Fonte: SIU – Società italiana di urologia, La Prostata e #Controllati – Le principali patologie.
**Fonte: AIRC - Associazione italiana per la ricerca sul cancro, Tumore e prostata e Le statistiche del cancro.

 

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Categorie: Mercato incontinenza

Lorenzo Gualtieri

Scritto da Lorenzo Gualtieri

    

 

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