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Farmacie, parafarmacie e GDO, dieci anni dopo il decreto Bersani

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Stefano Emide

Dieci anni fa, con l’approvazione della legge Bersani sulle liberalizzazioni, sono stati introdotti una serie di cambiamenti in diversi settori, tra i quali la vendita dei farmaci da banco (decreto-legge n. 223 del 4 luglio 2006, convertito dalla Legge n. 248 del 4 agosto 2006).

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Scopo della riforma era aumentare la concorrenza in alcuni settori commerciali per svilupparne il mercato nella tutela dei consumatori.

Brevemente, la riforma e le sue successive integrazioni, per quel che riguarda il mercato dei farmaci, hanno portato tre cambiamenti di rilievo:

  1. L’autorizzazione alla vendita di farmaci Senza Obbligo di Prescrizione (Sop) e da banco (Otc=Over the Counter) negli esercizi commerciali diversi dalle farmacie;
  2. La determinazione del prezzo di vendita di questi articoli da parte del titolare dell’esercizio;
  3. L’abrogazione della disposizione che prevedeva l’incompatibilità tra le attività di distribuzione all’ingrosso di medicinali e quella di fornitura al pubblico di medicinali in farmacia.

Visto come un’interessante opportunità per alcuni operatori e con preoccupazione da altri, il decreto ha contribuito a mutare il canale distributivo e commerciale per alcune tipologie di farmaci e di altri prodotti legati alla cura delle persone e alla salute, con l’ingresso nel mercato di nuovi attori, in particolare la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e le parafarmacie private.

Quant’è veramente cambiata la distribuzione? Dieci anni dopo, i risultati sono positivi o negativi? Difficile fare un vero bilancio, visti gli interessi contrastanti degli attori interessati. Abbiamo raccolto alcuni dati statistici per fare un punto della situazione.

 

Impatto su prezzi e canali distributivi

Le associazioni dei consumatori auspicavano una diminuzione della spesa per i farmaci da banco per effetto di una maggiore concorrenza sui prezzi. Un’indagine recentemente pubblicata da Altroconsumo in collaborazione con Conad, ha evidenziato come la liberalizzazione abbia effettivamente portato ad un risparmio fino al 15% per alcuni dei farmaci più comuni, acquistabili senza obbligo di prescrizione, presso i Corner della GDO. 

Sul fronte distributivo, nel rapporto annuale pubblicato da AssoSalute (Associazione Nazionale farmaci di automedicazione) viene indicato che i processi di liberalizzazione, introdotti dal decreto, non sembrano aver rivoluzionato le abitudini di acquisto dei farmaci senza ricetta. Le farmacie sono ancora il principale canale di dispensazione sia per volumi che per valori.

 

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Non solo farmaci: altre opportunità di business

Sul territorio italiano, i punti vendita dei prodotti non prescription nel 2015 erano così distribuiti:

  1. 18.600 farmacie
  2. 3.800 parafarmacie
  3. 320 corner della GDO

Farmacie, parafarmacie e corner della GDO rappresentano un importante canale di vendita non solo dei farmaci da banco, ma anche di molti altri prodotti del settore di cosmetica, dietetica, erboristeria, cura della persona, prodotti per l’infanzia, veterinaria, automedicazione e ortopedia, per un valore di mercato di circa 7,6 miliardi di euro (dati 2015)

Queste tipologie di prodotto offrono infatti considerevoli opportunità di business, nonostante una maggiore concorrenza. Giocano un ruolo fondamentale l’imprenditorialità, le capacità commerciali, di marketing degli operatori e di organizzazione dell’attività, in particolare di consulenza e di servizi legati al benessere, alla bellezza, alla salute e alla prevenzione.

Prendendo come esempio il comparto dei pannoloni per l’incontinenza, che noi conosciamo bene, il dato di vendita è in costante aumento percentuale anno su anno.

I motivi sono diversi, come l’aumento della popolazione anziana, una minore quantità erogata dal SSN, una maggiore qualità di vita degli utenti… Farmacie, Parafarmacie e corner della GDO trovano opportunità di business aumentando l’offerta sia in termini di tipologie che di qualità di prodotti, proprio per soddisfare tutte le richieste della clientela che si rivolge al banco in maniera sempre più considerevole.

Una particolare attenzione è rivolta alla ricerca di nuovi prodotti e di brand in grado di offrire un maggiore servizio e di garantire la qualità ricercata dal consumatore, per riuscire a garantire novità ad un prezzo competitivo.

 

Cosa aspettarsi nei prossimi anni

Alcuni player di mercato, tra cui Conad, ritengono che ampliare il numero di farmaci vendibili senza prescrizione e consentire la vendita dei medicinali di Fascia C con obbligo di ricetta fuori dalle farmacie, come già avviene per i farmaci di automedicazione, possa rappresentare il passo successivo per la creazione di un mercato liberalizzato  più ampio.

All’inizio del 2016 il Ministero della Salute ha autorizzato la vendita online dei farmaci da banco da parte delle farmacie e parafarmacie autorizzate. Gli addetti al settore non prevedono un grande impatto sulla vendita dei prodotti da banco, anche se desta comunque preoccupazione il mercato dei prodotti contraffatti.

Il mercato online potrebbe comunque favorire la vendita di altri prodotti, non prettamente medicinali, per i quali non c’è obbligo di praticare il medesimo prezzo dell’esercizio fisico.

 

 

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Stefano Emide

Scritto da Stefano Emide

All'interno di Santex S.p.A. gestisco la Direzione Commerciale con riferimento ai mercati privati.

    
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