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Incontinenza: come affrontare I’imbarazzo e vivere meglio.

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L’incontinenza è una patologia nota ma, paradossalmente, poco conosciuta poichè tabù di cui non si parla.
Invece, per affrontare i disagi legati alle perdite  involontarie di urina, la soluzione consiste proprio nel conoscere e comprendere la malattia, riuscendo così a migliorare la qualità della vita.

 

Non solo vergogna e imbarazzo: l’incontinenza urinaria porta con sé sintomi e disagi che stravolgono la quotidianità di donne e uomini, obbligandoli a cambiamenti nella vita personale-affettiva, sociale e professionale. Ne conseguono insicurezze, ansie, frustrazioni e rabbia.

D’altra parte quella degli incontinenti è una condizione sommersa, tanto che si parla di “malattia silenziosa”, a causa della riluttanza a confidarsi persino con il proprio partner o a rivolgersi al medico. Da un parte perché bloccati appunto da un forte disagio. Dall’altra perché si tratta ancora di un tabù a tutti gli effetti, sul quale persistono pregiudizi e scarsa informazione. Ne consegue un proliferare di errate convinzioni, ovvero che:
si tratta di un problema inevitabile legato all’invecchiamento non esistano terapie per curarla.

Nulla di più sbagliato.
Vediamo allora, brevemente, cosa è utile sapere per affrontare questa condizione in maniera più serena, scoprendo che è possibile vivere meglio l'incontinenza sconfiggendo l'imbarazzo.



1. L’incontinenza si può trattare e curare.
Culturalmente, siamo portati ad associare l’incontinenza a qualcosa di ineluttabile, un sintomo inevitabile dell’invecchiamento da accettare e subire. Al contrario, esistono trattamenti farmacologici e chirurgici in grado di contenere o persino risolvere la sintomatologia, soprattutto nei casi di incontinenza leggera. Il primo passo verso un miglioramento è dunque affrontare l'imbarazzo e parlare. Consultando il proprio medico di base si verrà indirizzati agli specialisti che individueranno il percorso più corretto: dapprima diagnostico (quale tipo di incontinenza: da sforzo, da urgenza o mista? A che livello: leggera o pesante?) e successivamente terapeutico.


2. I trattamenti fisici e comportamentali (per curare nonché prevenire!).
Seguire una terapia di tipo comportamentale è utile non solo a curare o alleviare i sintomi, ma persino a prevenirli. Questa soluzione comprende:

  1. proposte terapeutiche semplici, non invasive, con ridotti effetti collaterali nonché a basso costo. In breve: rieducazione vescicale (tecniche che lavorano sul comportamento del paziente nello svuotamento della vescica) e riabilitazione dei muscoli del pavimento pelvico (esercizi di Kegel), efficaci in caso di incontinenza da vescica iperattiva;
  2. consigli da seguire, sempre consultando uno specialista, che prevedono un cambiamento dello stile di vita con l’obiettivo di prevenire o gestire la patologia. Dalla perdita di peso, alle abitudini alimentari passando per la riduzione del fumo gli accorgimenti riguardano azioni quotidiane, semplici da attuare.
  3. il trattamento di malattie che rappresentano concause nel manifestarsi e determinarsi della sintomatologia, come per esempio stipsi, infezioni del tratto urinario o diabete.

 

3. Il percorso è anche psicologico.
La perdita di controllo della vescica, e quindi delle perdite di urina, è erroneamente associata a un’incapacità di autogestirsi, anziché a una patologia. Questo causa senso di colpa e inadeguatezza. Vergogna, isolamento sociale, disistima, rinuncia all’attività fisica: sono molti i fattori che possono contribuire a far sfociare disagio e stress in vere e proprie condizioni psicologiche di ansia e depressione. Se in generale parlare è il primo passo verso un miglioramento della vita, un effettivo percorso di sostegno psicologico si rivelerà utile nei casi più acuti, aiutando lo stato di salute psico-fisica.


4. Ausili.
Infine, ausili per l’incontinenza urinaria sempre più discreti e sicuri facilitano una più adeguata qualità della vita. I timori con cui convivono i pazienti sono molteplici: l’ansia costante di dovere correre in bagno, di creare odori sgradevoli, del formarsi di macchie o di indossare pannoloni che non fanno sentire a proprio agio ma, anzi, osservati.
Fortunatamente, negli ultimi anni i prodotti in commercio hanno alzato notevolmente gli standard di qualità, in termini di:

  1. capacità di offerta (soluzioni per i diversi tipi di incontinenza e necessità di assorbimento);
  2. prestazioni (assorbenza e materiali);
  3. design e vestibilità.

Sicurezza e comfort sono caratteristiche imprescindibili e irrinunciabili: la scelta dell’ausilio può determinare la possibilità di vivere decisamente meglio, limitando disagi e rinunce. 

 

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Categorie: Cura e benessere

Giulia Dalla Tomba

Scritto da Giulia Dalla Tomba

Dottoressa in Infermieristica, in Santex con qualifica di Junior Product Specialist.

    
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