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Un "dedalo di strade" per ottenere la fornitura di pannoloni

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L’incontinenza è una malattia che colpisce oltre 4,5 milioni di italiani (il 36% dei quali non è trattato), per lo più donne (prevalenza 12,3%) e uomini (prevalenza 1,8%) con più di 65 anni, ciò significa che questo problema interessa circa il 10% della popolazione collocandosi al quinto posto nell’elenco delle malattie a maggior impatto economico per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

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La Sanità Pubblica garantisce la presa in carico del paziente affetto da incontinenza e attraverso le  diverse figure sanitarie (medici generici, medici specialisti, fisiatri ed infermieri) assicura  la governance clinica e terapeutica in tutte le fasi della patologia arrivando ad erogare gli ausili ad assorbenza, cioè dispositivi medici monouso chiamati anche comunemente pannoloni per incontinenza.

Esiste un’ampia gamma di prodotti disponibili  sul mercato, sia per rispondere  a qualsiasi  esigenza del paziente che per permettere una gestione appropriata della patologia; gestione appropriata  significa anche considerare nel contempo fattori come: età, sesso, livello e tipo di incontinenza, disabilità motorie e/o neuropsichiche, che elementi socio-ambientali riferibili alle condizioni del paziente (attività lavorativa, supporto familiare/care giver).

L’erogazione dei pannoloni per incontinenza può essere completamente gratuita, a fronte di un riconoscimento d’invalidità e garantita dal Servizio Sanitario Nazionale.

Attualmente molte Regioni hanno rivisto i criteri per la fornitura degli ausili in genere (pannoloni e cateteri) creando così difformità nei fondamenti della gestione dell’appropriatezza che in alcune realtà regionali si spinge addirittura fino alle ASL.

Quali requisiti e, in particolare, qual è l’iter da seguire per riuscire a veder riconosciuti i diritti di un paziente affetto da una patologia che in molti casi crea imbarazzo, vergogna ed isolamento al punto tale che il paziente ritarda il confronto con il proprio medico curante?

Di seguito vengono riportate alcune delle principali fasi che il paziente o il suo caregiver devono portare a termine per ottenere l’erogazione in rimborsabilità!

 

L'iter da seguire per ottenere la fornitura di pannoloni

 

1) Diagnosi e Prescrizione

 

Il Medico di medicina generale (MMG) oppure lo Specialista ospedaliero, dopo aver diagnosticato l’incontinenza e la sua gravità, può far attivare al paziente l’iter per l’ottenimento dell’invalidità; i clinici sono anche successivamente coloro che effettuano la prescizione definendo la tipologia e il numero degli ausili mensili per il paziente.

In alcune realtà regionali non necessariamente è fatto obbligo al paziente, per ricevere in forma gratuita i pannoloni, di essere in possesso di codice d’invalidità.


2) Percorso amministrativo

 

Il paziente successivamente all’ottenimento della prescrizione si deve recare presso l’Ufficio Protesico del proprio Distretto, per autorizzare la fornitura.

Normalmente al Distretto nei giorni previsti della settimana è presente un consulente infermieristico che ha il compito di monitorare la prescrizione medica relativa ai diversi prodotti e le corrette modalità di utilizzo; è prevista anche la visita domiciliare per valutare i bisogni o rilevare eventuali eventi avversi riscontrati con l’uso dei prodotti.

L’infermiere svolge tutte queste attività mettendo in atto principi di appropriatezza, cioè il tipo di prodotto e la quantità giusta per le necessità del paziente nell’ambito dei criteri definiti dall’ASL di appartenenza.


3) Fornitura degli ausili

 

Nella quasi totalità delle regioni italiane la fornitura dei pannoloni viene effettuata di norma con la consegna al domicilio dei pazienti, con cadenza prevalentemente trimestrale.

Qualora cambino le condizioni della persona (peggioramento o miglioramento dell’incontinenza, spostamento di residenza, ecc), viene ridefinito il piano terapeutico, in alcuni casi senza recarsi al Distretto, ma telefonicamente. La consegna può avvenire in differenti luoghi: in farmacia oppure in prestabiliti punti di consegna

 

 

Differenti percorsi: alcune realtà regionali

 

Il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire, a chi soffre di incontinenza, un quantitativo massimo di 120 dispositivi al mese (150 se si tratta del pannolone a formato unico) da consegnare entro 5 giorni da quando l’Asl dà l’autorizzazione alla fornitura.

Come precedentemente accennato esiste un'interpretazione regionale nella gestione delle forniture degli ausili, vediamone alcuni esempi:

 

  • LOMBARDIA. Il richiedente deve presentarsi all’ASST di residenza per definire il Piano Terapeutico, avendo cura di portare la documentazione richiesta; l’ASST autorizza il Piano Terapeutico con riferimento ai limiti quali-quantitativi previsti. L’assistito può scegliere liberamente il fornitore tra le due Ditte incaricate dalla Regione Lombardia; i presidi verranno consegnati al domicilio dell’assistito, secondo la periodicità preferita (90, 60 oppure 30 giorni).

 

  • TOSCANA. La procedura per ottenere la fornitura degli ausili per incontinenza viene attivata presso il Servizio Farmaceutico Territoriale di zona; serve presentare la richiesta redatta dallo specialista o dal medico di medicina generale e il certificato di invalidità (se si è in assenza di quest’ultimo documento il servizio verrà attivato in via temporanea). Approvata la fornitura, l’operatore della Ditta dei presidi insieme all’assistito provvede alla stesura del Piano di fornitura, che viene effettuata al domicilio del richiedente con cadenza trimestrale.

 

  • FRIULI. Il percorso per la fornitura degli ausili ad assorbenza nella regione Friulia Venezia Giulia prevede che l’assistito abbia in possesso la certificazione del medico specialista o del medico di medicina generale che attesti la presenza di incontinenza. Successivamente il richiedente deve recarsi presso il Distretto Sanitario di residenza per ottenere l’autorizzazione alla fornitura degli ausili; l’autorizzazione sarà temporanea (trimestrale, semestrale, annuale) senza riconoscimento di invalidità civile, mentre l’autorizzazione sarà sine die con certificazione di invalidità. L’assitito, in possesso dell’autorizzazione, si recherà presso il Distretto in giorni e orari prestabiliti per scegliere la tipolgia e la quantità dei prodotti insieme all’infermiere della Ditta. La fornitura sarà a domicilio con cadenza trimestrale, e le modifiche possono avvenire anche telefonicamente sia al Distretto che al Call center dell’azienda che ha l’appalto di fornitura.

 

La cosa più importante è comunque affrontare il problema dell’incontinenza e sapere che, se soffri di incontinenza, puoi trovare soluzione in ogni Distretto Sanitario.

 

Questo articolo non è sicuramente esaustivo e completo rispetto al tema trattato ma vuole dare una panoramica generale sulle modalità per richiedere la fornitura dei pannoloni.

► ► ► Ti invitiamo pertanto a condividere la tua esperienza, lasciando un commento qui sotto, riguardo alla modalità della gestione e della fornitura di pannoloni da parte dell'ASL di riferimento◄◄◄

 

 

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Categorie: Cura e benessere

Giulia Dalla Tomba

Scritto da Giulia Dalla Tomba

Dottoressa in Infermieristica, in Santex con qualifica di Junior Product Specialist.

    
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